
Giuseppe Urso © USD Dro Alto Garda Calcio
(con la collaborazione di Vincenzo Nannavecchia)
L’intervista della redazione di DilettantiPuglia24 al mister brindisino Giuseppe Urso, profondo conoscitore del calcio dilettantistico pugliese. Nella sua carriera è stato anche allenatore della Dro Alto Garda, militante nel campionato di Eccellenza trentina, e in Puglia in piazze affamate di calcio, tra cui l’ambizioso Squinzano, la Nitor Brindisi e l’Atletico Martina, raggiungendo sempre importanti risultati.
Qual è secondo lei il grado di difficoltà del prossimo campionato di Serie D girone H e dove potremmo collocare la matricola Brindisi?
Innanzitutto vorrei ringraziare la redazione e te personalmente per lo spazio che mi concedete. La Serie D a mio modesto parere è uno dei campionati più difficili, soprattutto al Sud Italia. Spesso troviamo squadre ricche di calciatori che potrebbero benissimo militare in altri campionati e per ragioni fiscali preferiscono essere ingaggiato da società dilettantistiche. Il livello è altissimo e troviamo piazze blasonate con tifoserie innamorate del calcio e molto calde. Brindisi sicuramente cercherà di stare nella parte alta della classifica sperando in qualche passo falso ma un piazzamento sulla carta a mio parere è davvero difficile da dare. Piazze come Nocera, Martina e Andria dovrebbero essere in grado di lottare per la vittoria finale senza dimenticare la Turris, altra nobile decaduta. Spero che il Brindisi entri in questo lotto di squadre per la vittoria finale.
Passando invece al campionato di Eccellenza pugliese, cosa ne pensa del mercato estivo e delle squadre in lotta per la quarta serie?
Altro campionato impegnativo e ricco di incognite. Lo scorso anno con la presenza di Brindisi e Taranto sembrava un campionato segnato ed invece la sorpresa del Bisceglie, che tanto sorpresa nn era, capace di vincere anche la coppa Italia e di piazzarsi dietro al Brindisi e davanti al Taranto. Quest’anno vedo sicuramente i rossoblù ionici in lizza per la vittoria finale. Attenzione però al Canosa che si è ben strutturato in tutti i reparti e allo Squinzano che da neopromossa vorrà recitare la parte della outsider.
Riguardo infine il campionato di Promozione pugliese girone B, cosa ne pensa delle cinque formazioni brindisine che si presentano ai di partenza della imminente stagione agonistica?
La Promozione pugliese è sempre un ottimo banco di prova per le società e un trampolino di lancio per i giovani ragazzi locali, senza dimenticare i tanti ex pro ed esperti che hanno militato in categorie superiori. Mi sembra interessante il progetto Sporting Oria che ha ingaggiato Antony Pignataro, bomber che non ha bisogno di presentazioni. Ambizioso il progetto Trepuzzi del caro amico presidente Giangrande che sta riportando entusiasmo in una piazza che lo scorso anno ha avuto molte vicissitudini negative. Secondo me il presidente Gemma a Latiano e il direttore Pizzolla a San Vito, miei conoscenti e validissimi conoscitori di calcio, hanno allestito delle ottime rose per affrontare questo campionato. L’Erchie ha cambiato tanto ma nonostante ciò ha tutte le carte in regola per disputare un ottimo campionato. Un gradino sotto vedo il Mesagne che viene da un annata difficile nonostante l’ottimo campionato concluso ai vertici della classifica.
E qual è invece il suo futuro prossimo?
Il mio futuro è tutto da scrivere, ho intrapreso un percorso personale sui calciatori della mia città e non appena arriverà la chiamata giusta, indipendentemente dalla categoria, vedrò di metterla in atto. Sono sempre più convinto che il calcio si debba fare in un modo diverso, puntando sui ragazzi per dar loro modo di crescere ogni giorno sia dal punto di vista atletico che umano.
Vuole lanciare un messaggio a tutti i tifosi e simpatizzanti delle varie squadre pugliesi?
Il messaggio da lanciare non solo da me ma da tutti gli addetti ai lavori è quello di continuare a volere il bene di questo sport. Il calcio è vita, amicizia e solidarietà e deve andare oltre agli introiti. Nelle categorie più basse ma a volte anche in quelle più alte si deve puntare su determinati valori perché il calcio deve essere uno sport di aggregazione e mai una guerra. Prepariamoci a vivere una intensa stagione calcistica su tutti i campi.