Annalisa Surdo © ASD Ginosa
(con la collaborazione di Vincenzo Nannavecchia)
L’intervista della redazione di DilettantiPuglia24 ad Annalisa Surdo, presidente del Ginosa, squadra della sua città. Con abnegazione e dedizione, attraverso iniziative virtuose e ambiziose, l’imprenditrice pugliese sta facendo vivere sogni ed emozioni intense a tifosi e simpatizzanti.
Cosa prova ad essere una delle poche presidenti alla guida di un sodalizio calcistico in Puglia? È difficile per una donna interfacciarsi in un mondo prevalentemente maschile?
Provo una soddisfazione immensa a ricoprire questo ruolo. Pur essendo in un ambiente prettamente maschile, vivo la situazione con semplicità e libertà, doti che mi appartengono anche al di fuori di questo ruolo, perché essendo imprenditrice ho comunque già a che fare con tanta gente, quindi non mi sto a soffermare sulla difficoltà di interfacciarmi con tanti uomini. In generale cerco sempre di mettere sempre a disposizione tutte le mie competenze e la mia voglia di fare bene, lo dimostrano anche i progetti che ho portato all’interno della società che sono sempre stati a lungo termine. Al di là poi dei risultati ottenuti, quello che è contato e che conta secondo me è programmare discorsi e situazioni stabili nel tempo per non essere delle società fantasma ma una presenza certa sul territorio.
Nei giorni scorsi ha presentato domanda di ripescaggio nel campionato di Eccellenza pugliese, quanto crede possa concretizzarsi questo progetto?
Ho fatto domanda di ripescaggio perché, come si dice, la speranza è sempre l’ultima a morire, consapevole che comunque è difficile. L’ho fatto perché questo avvalora ancora di più quello che penso, perché non è detto che tutte le società di Eccellenza abbiano le forze e le capacità o la programmazione per poter affrontare il nuovo campionato. Ho cercato di preparare tutte le carte per essere pronti in qualsiasi evenienza. Se questo non avverrà, pazienza: vuol dire che saremmo pronti per affrontare il campionato di Promozione con una programmazione ed una organizzazione di livello superiore. Tra l’altro il Ginosa è una delle pochissime realtà del territorio tarantino a giocare in questo campionato, quindi è già una soddisfazione. Pensare che potrebbe addirittura fronteggiare realtà di grandi città in Eccellenza lo sarebbe ancora di più, non mancherebbero le difficoltà ma neanche il nostro entusiasmo.
Se sarà invece Promozione, cosa ci dobbiamo aspettare quest’anno da parte del Ginosa? Che squadra è stata creata rispetto a quella della scorsa stagione?
Innanzitutto un campionato fatto con un occhio e con un’attenzione differente. Mi spiego meglio: il Ginosa non si aspettava forse di retrocedere, quindi sicuramente si approccia a questo campionato con una voglia di riscatto maggiore. Ambiamo a posizionarci ai primi posti del campionato di Promozione e, perché no, anche a vincere il campionato. Abbiamo in rosa un mix di giocatori esperti e giovanissimi, progetto che porta la squadra a fare possibilmente molto bene. Una trasformazione rispetto all’anno scorso c’è stata ovviamente, perché quando si parte da capo si parte programmando tutto dall’inizio alla fine. Abbiamo cambiato tutti i ruoli, quindi è tutta una nuova creazione. L’entusiasmo non manca, sono fiduciosa.
C’è un messaggio che vuole lanciare alla classe imprenditoriale di Ginosa, ai politici, alla tifoseria e ai simpatizzanti in genere?
Il messaggio che voglio lanciare è quello di stare vicino alla squadra del proprio paese. Agli imprenditori direi di provare a investire in questo settore, perché farlo sicuramente significa avere un ritorno non solo d’immagine ma anche di cambiamento del territorio, perché l’esperienza della squadra di calcio con tutta l’organizzazione porta sicuramente dei benefici a tutto il nostro paese. Il messaggio che voglio lanciare ai politici, soprattutto quelli che stanno governando in questo momento, è di avere un occhio particolare per il Ginosa, una matricola che va avanti dal 1948 grazie a degli imprenditori di turno, e di avere un occhio particolare perché il calcio è sicuramente lo sport più seguito e quindi c’è bisogno di dare una mano. Ai tifosi infine chiedo di venire a supportarci, perché loro sono l’uomo in più in campo, quello che sostiene i giocatori al di là dei risultati. Invito a essere vicini proprio con l’entusiasmo, perché il bene contagia ma anche il male contagia e quindi essere lì per fare tutti bene sicuramente è un contagio positivo. Il bianco e l’azzurro sono l’identità di Ginosa, il Ginosa siete voi tifosi.